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Altre Torri entro le mura

Entro le Mura di Roma sorgono altri edifici che si possono identificare come torri medioevali

TORRE DEGLI ALBERTESCHI (Roma, Rione Trastevere, piazza in Piscinula)
Accanto al campanile di S. Benedetto in Piscinula si erge una struttura quadrata intonacata, la cui forma e dimensioni fanno presumere una sua identificazione con una torre: forse una delle torri della famiglia Alberteschi, che sappiamo sorgevano proprio nella zona in piscinula.

 

TORRE DEGLI AMATESCHI (Roma, Rione Parione, via Sora)
tra via Sora e via del Governo Vecchio è possibile individuare una torre (oggi inglobata in edifici moderni) del complesso della famiglia Amateschi.


TORRE DI VIA DEI CHIODAROLI (Roma, Rione S. Eustachio, vicolo dei Chiodaroli 15)
Un edificio moderno ingloba una torre con una muratura completamente intonacata; è viisbile sui lati sud e ovest. Uno studio del 1990 ha messo in luce il fatto che questa torre è allineata con i resti di altre due torri, anch'esse inglobate in edifici di diversa origine: una in via Monte della Farina 30, l'altra in via dei Chiavari 38. Tutto ciò ha fatto supporre che ci dovremmo trovare di fronte ai resti di un grande complesso fortificato, costituito da un palazzo e da una torre principale (da identificare con la Torre Arpacasa a Campo de' Fiori) e da una serie di torri collegate tra loro da un muro: e in effetti, resti di muro in tufelli sono stati individuati ai lati della torre a Monte della Farina.

 

TORRE DEI FRANGIPANE (Roma, Rione Monti, in via dei Frangipane)
Lungo l'attuale via dei Frangipane (all'incrocio con via del Cardello), lungo un asse viario importante nel Medioevo dominato dalla poderosa Torre dei Borgia, sorge un edificio completamente intonacato, in cui forse è possibile riconoscere una delle torri di proprietà della famiglia Frangipane.

 

TORRE DEI NARDINI (Roma, Rione S. Eustachio, in via della Vaccarella)
Lungo la stretta via della Vaccarella, nei pressi di piazza delle Coppelle, un corpo del Palazzo Baldassini (completamente intonacato) sporge vistosamente: si potrebbe forse trattare della Torre posseduta dalla famiglia Nardini nel 1475 e passata poi ai Conti nel sec. XVI.

 

TORRI IN PIAZZA DELLA ROTONDA (Roma, Rione Colonna, piazza della Rotonda)
Sull'attuale piazza del Pantheon dovevano affacciarsi almeno due torri: la Torre Sterfingia, già attestata nella prima metà del sec. XIV e forse da identificare con l'edificio oggi in angolo tra piazza della Rotonda e via degli Orfani; e la Torre che oggi si erge nell'angolo tra la piazza e via dei Pastini, anch'essa inglobata in edifici moderni e intonacata, forse da identificare con la Torre Sinibaldi, posseduta da questa importante famiglia romana fin dal sec. XIV.

 

TORRI DI PALAZZO VENEZIA (Roma, Rione Pigna, piazza Venezia)
La questione delle torri medioevali oggi inglobate in Palazzo Venezia è assai complessa: il grande torrione quatrocentesco che si erge nell'angolo tra Piazza Venezia e Piazza S. Marco dovrebbe inglobare l'antica Torre della Biscia, nel Medioevo appartenuta alla famiglia Annibaldi; l'altra torre, più interna e ben visibile dal cortile interno, dovrebbe essere identificata con la Torre della Carta: questa - a parte l'altana quattrocentesca - consente di ancora di riconoscervi il suo aspetto originario, stretto e slanciato. Tuttavia la questione di quale sia effettivamente la Torre della Biscia è ancora aperta e forse le identificazioni sono da scambiare.

 

TORRE VECCHIARELLI (Roma, Rione Ponte, via dei Vecchiarelli 37)
L'attuale palazzo Vecchiarelli ingloba una torre, una lato della quale è ben riconoscibile dalla via omonima. La mancanza di studi specifici non consente un maggior dettaglio; certo è che essa sorge in una posizione importante, nei pressi dell'antica via Recta (ricalcata da via dei Coronari) e di Ponte S. Angelo; pertanto non sarebbe da escludere che essa abbia fatto parte delle antiche fortificazioni della famiglia Orsini che avevano il loro epicentro nel vicino Monte Giordano.

 

TORRE DELL'ARCO DI DRUSO (Roma, Rione Celio, via di Porta S. Sebastiano)
Sopra l'antico Arco detto di Druso (in realtà un'arcata monumentalizzata dell'Acquedotto Antoniniano posta a cavallo del tracciato urbano della via Appia) sorse nel Medioevo una torre di cui oggi rimangono poche tracce (qualche filare di tufelli).