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Torre Fieramosca

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Dove si trova

P.zza S. Cecilia

BUS

23  44  125  280

 

 

La casa-torre nell'angolo tra piazza S. Cecilia e piazza dei Mercanti presenta al pianterreno colonne di spoglio coronate da capitelli ionici e collegate da archi di laterizio che denotano l'esistenza di un originario portico, successivamente tamponato, sostenuto da un pilastro d'angolo. Alla sommità del corpo in angolo, la parete in tufelli mostra una decorazione ad archetti ogivali ciechi, su beccatelli marmorei, che delimitavano forse una loggetta. La cortina è di colore variabile dal giallo al marrone. Il complesso, databile alla seconda metà del XIII secolo, sembra essere il risultato di una fusione di più edifici medianti passaggi e scale di collegamento, nonostante le differenze d'altezza e i dislivelli tra i piani.
La casa-torre viene detta di Ettore Fieramosca, ovvero del nobile capuano protagonista della famosa disfida di Barletta. La fantasiosa attribuzione nasce da una scena dell'Ettore Fieramosca di D'Azeglio. In realtà noi sappiamo che l'edificio fu di proprietà dell'Ordine degli Umiliati, che nel Trecento si stanziò nel convento annesso a S. Cecilia, svolgendovi attività relative alla lavorazione della lana. Il movimento degli Umiliati, sorto in Lombardia verso la metà del sec, XII, si proponeva di vivere "a modo della Chiesa primitiva", perseguendo cioè l'ideale della povertà volontaria, mostrato da Cristo e dagli Apostoli, senza possedere nulla personalmente, traendo i mezzi di sussistenza dal proprio lavoro e costituendo comunità di uomini e donne che vivevano in continenza. Presto si chiarirono due tendenze: una che fu accusata di eresia per non aver riconosciuto l'autorità suprema della Chiesa di Roma, e che darà origine alla setta dei Poveri Lombardi, l'altra che si inserì invece pienamente nei ranghi della Chiesa costituendosi in Ordine religioso con una Regola che fu approvata da Innocenzo III nel 1201. Tale Regola prevedeva: il rifiuto del lusso, il lavoro manuale, l'astensione dall'usura, la donazione del superfluo ai poveri. L'Ordine decadde nel sec. XV.