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Tempio di Vesta

Tempio di Vesta

All'interno del Foro Romano; via dei Fori Imperiali

Il tempio più elegante del Foro è una costruzione circolare, circondata originariamente da un anello di 20 colonne scanalate e fu eretto nel IV secolo d.C., nello stesso punto dove sorgeva un tempio molto più antico. Quello odierno è dovuto ad una ristrutturazione del 1930. Il Tempio di Vesta era il sostituto del focolare domestico più importante, quello della casa del re; alle figlie del re, originariamente incaricate di sorvegliarlo, si sostituì un gruppo di sacerdotesse, le Vestali, l'unico sacerdozio femminile di Roma. Esse, in numero di sei, erano incaricate della sorveglianza del fuoco e di altri riti, tutti strettamente connessi con la generalizzazione del culto domestico. Tratte in giovane età (tra i 6 e i 10 anni) da famiglie patrizie, le Vestali dovevano restare nel sacerdozio per un periodo di 30 anni, conservando la verginità. La pena che attendeva la vestale che veniva meno a questa regola era la morte: essa veniva in tal caso seppellita viva (il sangue della vestale non poteva essere versato). In cambio, la vestale godeva di grandi privilegi, come ad esempio non essere più soggetta alla potestà del padre e godeva di mezzi finanziari e di prestigio immensi. Nel suo aspetto attuale l'edificio corrisponde all'ultimo restauro, eseguito dalla moglie di Settimio Severo, Giulia Domna, dopo l'incendio del 191 d.C. Esso è costituito da un podio in opera cementizia rivestito di marmo, al quale si addossavano le basi che sostenevano la peristasi delle colonne corinzie. Il fuoco sacro era acceso all'interno della cella mentre il tetto conico doveva essere aperto per permettere la fuoriuscita del fumo. Le Vestali dovevano custodire anche il Palladio, la statua sacra della dea Atena Pallade.