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Museo Criminologico

 

Via del Gonfalone, 29

Tel. 0668300234

BUS   23  116  280

Palazzo del Gonfalone, sede del Museo Criminologico

 

Il Museo Criminologico nasceva più di settanta anni fa e con esso l’Amministrazione Penitenziaria realizzava un progetto che già negli ultimi decenni dell’Ottocento era avvertito come un utile supporto per lo studio del sistema penale e penitenziario, oltre che strumento scientifico per la formazione di funzionari e magistrati e di divulgazione al tempo stesso.
Per alcuni decenni il Museo Criminologico ricevette grandi apprezzamenti anche all’estero grazie alla ricchezza del patrimonio storico e scientifico che custodiva; le vicende storiche successive lo costrinsero a un graduale ridimensionamento fino alla chiusura, per essere ristrutturato e riaperto al pubblico nel 1994.
Lo studio dei sistemi penitenziari e della criminologia vivono un rinato interesse e il Museo Criminologico, che si caratterizza per essere oggi un’importante testimonianza storica, rappresenta per l’Amministrazione Penitenziaria un’ottima occasione per la conservazione e la tutela di un patrimonio storico e documentale unico in Italia, parte del quale è presentato in questo sito web.
L’esposizione, tra i tanti interessanti reperti in mostra, di antichi strumenti di punizione e di esecuzione capitale, testimonia la crudeltà dei sistemi punitivi del passato, contrapposti alle finalità della pena sancite dalla Costituzione, principi su cui si fonda l’Ordinamento penitenziario vigente.
Questo è soltanto un aspetto che concorre a delineare il suggestivo percorso che si snoda nelle sale del Museo Criminologico, che offre spunti di riflessione per chi voglia approfondire temi che riguardano ambiti meno noti della nostra storia.
La storia del carcere e della giustizia può essere narrata anche attraverso il recupero della memoria che risiede nei luoghi, negli oggetti, nei documenti fotografici e d’archivio, attività in grado di fornire alle nuove generazioni gli strumenti interpretativi di una realtà in gran parte sconosciuta.
Nel 1991 l’Amministrazione Penitenziaria diede inizio a un nuovo riordino, con l’intento di rivedere il percorso allestitivo ed eliminare l’anacronistica disposizione di limitare l’accesso a un pubblico di “addetti ai lavori”. Il Museo è stato riaperto nel febbraio 1994.
Va rilevato che nel corso degli ultimi anni si è notevolmente ridotta l’acquisizione di corpi di reato confiscati dagli Uffici giudiziari. In particolare, la segnalazione da parte degli Uffici giudiziari di reperti aventi interesse “storico-scientifico” si limita a oggetti archeologici o opere d’arte (dipinti in genere di scarso valore, oggetti liturgici, falsi di opere d’arte), mentre del tutto assenti sono segnalazioni di corpi di reato relativi a reati contro la persona. In verità, va evidenziato che il Museo Criminologico, nel suo assetto attuale, si caratterizza come un museo storico. Le finalità scientifico-didattiche, oltre a quella della tutela e conservazione, tipiche dei musei, consistono, nello specifico, nella diffusione della conoscenza dell’evoluzione degli antichi sistemi punitivi, dei filoni di ricerca della scienza penitenziaria e criminologica nel XIX secolo e nella prima metà del Novecento. Nel nuovo allestimento è stato proposto un percorso cronologico descrittivo delle tappe fondamentali della storia della giustizia, del carcere e della criminologia. Il Museo Criminologico ospita l’Archivio fotografico e l’Archivio storico delle carceri italiane.